L’AI nel nostro quotidiano

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Editoriale 1-2_di Stefania Lombardi_L’AI nel nostro quotidiano © 2024 by Stefania Lombardi is licensed under CC BY-SA 4.0

Mille giade © 2024 by Luca Stella is licensed under CC BY-SA 4.0

Il terzo numero della rivista Le Voci di Sophia non poteva non avere per tema quello dell’Intelligenza Artificiale, essendo il grande tema del momento, al punto che la Commissione Europea si è sentita in dovere di intervenire con il suo AI Act[1], recepito in Italia con la Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026[2], pubblicata nel luglio 2024.

A livello europeo sembra che la direzione presa sia quella del controllo normativo mentre, oltreoceano, la direzione presa è maggiormente volta allo sfruttamento delle potenzialità.

Infatti, qualsiasi discussione sull’intelligenza artificiale, a livello principalmente europeo, deve affrontare l’intrinseca paura o diffidenza dell’uomo nei confronti di tutto ciò che è diverso, in particolare la paura che la propria creazione si ribelli (il mito del mostro di Frankenstein ne è un esempio tra tutti). Nella filosofia occidentale, le passioni sono state spesso rappresentate sia come elevazioni dell’anima sia come stati emotivi pieni di contraddizioni. La causa di tali contraddizioni è stata spesso ricercata in circostanze eccezionali in cui si perde il senso di sicurezza originario. Ne deriva uno stato anomalo dell’essere, caratterizzato da comportamenti, pensieri e desideri che non sono più in linea con le dinamiche di una vita ben regolata.

Dal neo-stoicismo del XVII secolo a figure come Cartesio e Pascal, è stata elogiata una retorica della volontà che esercita un controllo razionale sulla vita emotiva.

L’antagonismo tra ragione e passione sembra spesso un fenomeno naturale, ma non riusciamo a riconoscerlo per quello che è: il risultato teorico della condizione sociale dell’uomo moderno, caratterizzata da una costante e crescente indifferenza verso gli altri. Nella società, l’uomo diventa sempre più isolato e, come forma di compensazione, desidera sempre più beni materiali. Questa tendenza si muove verso quello che Hegel ha notoriamente criticato come il “cattivo infinito” di Fichte.

Questo “cattivo infinito” è anche innescato da alcune passioni caratteristiche del mondo contemporaneo, soprattutto in tempi di crisi. Che cosa significa? Significa che l’insaziabile desiderio di possesso materiale infinito è una forma di passione che affonda le sue radici nell’attesa, o meglio, nel “rinvio” (l’attesa, al contrario, ha una connotazione positiva). Queste passioni, come la speranza e la paura (con il desiderio trattato separatamente), sono dirette verso qualcosa il cui possesso è sempre rimandato a un futuro indefinito.

L’aumento di questo tipo di passioni rischia di portare a una costante svalutazione della propria coscienza individuale “qui e ora”, con conseguente sensazione di inadeguatezza.

Queste passioni sono sempre negative o solo quando sono caratterizzate dal “rinvio”? La paura, ad esempio, è anche il fondamento e la forza motrice del coraggio, il che la rende non solo una passione “rinviante”.

Nel corso del tempo, la paura dell’uomo per l’ignoto si è trasformata in paura delle sue stesse creazioni, passando dal mito di Frankenstein a quello delle macchine e dell’intelligenza artificiale che potrebbero, a poco a poco, sostituirci o dominarci. Ne è un esempio il film Matrix.

Tuttavia, oggi abbiamo raggiunto un punto in cui l’AI è indispensabile nella nostra vita quotidiana. Ciò è riscontrabile in vari campi, ma un esempio recente e accessibile è l’uso dell’IA generativa per creare testi, immagini, video, musica o altri media in risposta a richieste. Il suo uso diffuso ed esponenziale ha sollevato preoccupazioni etiche riguardo al suo potenziale di creazione di fake news o di falsificazione di informazioni esistenti.

Per questo si ritorna alla recente approvazione dell’AI Act (Regolamento 2024/1689) da parte della Commissione Europea, uno dei primi del suo genere a livello globale, con l’obiettivo di fornire linee guida per gestire l’AI e limitare i rischi per i cittadini, i loro diritti fondamentali e gli interessi pubblici.

Tuttavia, piuttosto che concentrarsi solo sulla “regolamentazione post-fatto”, forse un quadro etico dovrebbe essere incorporato nell’AI generativa, sfruttando la sua natura adattiva.

Introdurre paradigmi etici nell’AI non è una questione banale. Senza addentrarci nella macchina di Turing o nelle leggi della robotica di Asimov (nella fantascienza), è con l’esplorazione filosofica del concetto di etica e sua successiva implementazione che potremmo avviare una necessaria collaborazione e non una gerarchizzazione.

Restando sul tema del momento, si è svolto il 15 luglio 2024 il webinar sulle applicazioni e policy dell’intelligenza artificiale nella PA e gestito dal ricercatore emerito del CNR Domenico Laforenza; il video a questo link:

https://www.osservatorioai4pa.it/webinar/applicazioni-e-policy-dellintelligenza-artificiale-nella-pa

Molti temi trattati sono di notevole interesse, soprattutto riguardo i dati e come gestirli.

Sui dati si gioca tutto, al giorno d’oggi: avendo a disposizione una gran quantità di dati, le risposte dell’AI ai nostri quesiti e alle nostre interazioni sono basate su calcoli probabilistici partendo, appunto, da una notevole mole di dati.

Basandosi sui dati che raccoglie l’AI potrebbe persino riprodurre alcuni nostri bias cognitivi.

Sul tema dell’intelligenza artificiale, uno dei recenti contributi più significativi è quello del Prof. Formica (vedere il suo contributo come invited paper e la recensione che parla di un suo recente libro) che abbraccia quella visione olistica che abbiamo perso a causa di un’eccessiva specializzazione; quest’ultima potrebbe diventare uno specifico campo dell’AI e non più di una umanità che sembra, ormai, più votata alla visione d’insieme che parrebbe aver perduto.

Una collaborazione sarebbe auspicabile in questo senso per un miglioramento della nostra società nel suo insieme.

In questo senso, alcuni invited paper, due su cinque per l’esattezza, si sono avvalsi dell’ausilio di ChatGPT per la redazione dei propri abstract ita-eng.

Questo è il senso di una collaborazione volta alla reciproca complementarità e non ad apocalittici scenari di sostituzione e di distruzione.

A questo augurio se ne aggiunge un altro di buona lettera in compagnia dei nostri contributi!

La Direttrice Editoriale

(e responsabile del coordinamento scientifico)

Stefania Lombardi

La rivista ha dato inizio a questo suo percorso a partire dalle dimensioni della memoria con cui ha inaugurato il suo primo numero ricordando Jon Tennant e la sua dedizione al tema dell’Open Science.

Nel secondo numero il percorso è continuato trattando le discriminazioni di ogni genere (a tal riguardo, abbiamo proposto la visione del bellissimo corto Andriravil di S. Manjunathan  e disponibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=m-SwLpJiYmM) e tipologia e ha voluto ricordare tre grandi autori recentemente venuti a mancare: Jonas Kelemen, Gianni Vattimo, Fulvio Sguerso. Sempre dal secondo numero abbiamo inaugurato una nuova sezione: quella delle recensioni e che possiamo torvare anche in questo terzo numero.

Una rappresentanza di Le Voci di Sophia è stata presente durante la settimana internazionale annuale sull’Open Access, con un contributo sull’importanza del Diamond Open Access e novità in questo panorama con una rivista gestita da volontari e non da istituzioni accademiche, senza togliere alcunché al rigore e alla scientificità che la caratterizzano.

Qui di seguito i riferimenti:

https://www.openaccessweek.org/ents/2024/una-rivista-peer-reviewed-in-diamond-open-access-organizzata-da-volontari-senza-istituzioni-a-supporto

Questo numero è dedicato all’intelligenza artificiale che non è da contrapporsi all’intelligenza umana ma è un qualcosa di complementare e in collaborazione, ammesso che siamo realmente in grado di comprenderlo e interagirci in tal senso.

Il titolo del presente numero prende spunto da una partecipazione di alcuni membri della rivista a un’edizione di Internet Festival, precisamente l’edizione del 2022.

Qui i dettagli:

La call attualmente in essere è dedicata al tema della filosofia del quotidiano a cui, un po’ si riallaccia il titolo di questo editoriale diviso in due parti.

La prossima call inaugura un esperimento di Citizen Science avente per tema la biodiversità.

Le autrici e gli autori partecipanti alla call potranno redigere i loro testi a partire dai dati raccolti dai cittadini partecipanti al progetto di Citizen Science sulla biodiversità.

Queste informazioni sono importanti per comprendere come la rivista stia crescendo grazie all’impegno di tutti.

Essendo ufficialmente il primo numero del 2024, sono stati effettuati anche alcuni piccoli cambiamenti grafici.

Grazie ancora e al prossimo numero!

La Direttrice Editoriale

(e responsabile del coordinamento scientifico)

Stefania Lombardi


[1]https://commission.europa.eu/news/ai-act-enters-force-2024-08-01_en, ultima visita del sito web il 26/10/2024.

[2]https://innovazione.gov.it/notizie/articoli/strategia-italiana-per-l-intelligenza-artificiale-2024-2026/, ultima visita del sito web il 26/10/2024.