Diversità e collaborazione

Stefania Lombardi, Università europea di Roma, ORCID ID: 0000-0003-3545-1170
E-mail: stefania.lombardi@cnr.it
(https://levocidisophia.it/2025/06/26/editoriale/)
(https://www.doi.org/10.14672/VDS20255ED14)
Questo numero è il primo dopo un biennio in cui si sono un po’ tirate le somme cercando di definire in corso d’opera che tipo di linea fosse più indicata per una rivista così diversa nel panorama editoriale. Non si tratta solo di una rivista in open access perché, in più, è in diamond open access e anche questo non definisce il lavoro nato già prima dell’ideazione dei primi numeri. Solitamente, un editore commerciale non pratica il diamond open access perché deve avere un margine di profitto e il diamond open access si ritrova relegato, quando va bene, presso le sedi editoriali gestite da atenei universitari. Nel caso di questa rivista la novità riguarda questo aspetto: non è gestita da alcun ateneo.
I costi di gestione (pagamento del sito web, pagamento dei doi, pagamento del software antiplagio, pagamento una tantum dell’issn, lavoro editoriale) sono sostenuti da una sola persona che ha a cuore la condivisione della conoscenza. Questa particolarità è un qualcosa di assolutamente unico nel campo dell’editoria che ambisce alla scientificità. La rivista, ad esempio, ha sempre rispettato la percentuale del 25% massimo di contributi – in forma di articoli – della redazione (compresi, a volte, anche i revisori) per singolo numero. Non è la prima volta che una rivista scientifica o che aspiri alla scientificità sia sostenuta dal lavoro dei volontari, ma in questo caso il lavoro volontario entra in ogni fase del lavoro editoriale. Si è trattato di un lavoro che ha giovato della diversità di prospettive, della eterogeneità della formazione di base e delle collaborazioni fra eguali, consci di far parte di qualcosa di nuovo. Inoltre, in questo numero, ad alcune autrici e alcuni autori che hanno superato il processo di revisione è stato chiesto di partecipare anche con alcune recensioni.
Per queste motivazioni, dopo un primo biennio di rodaggio, questo nuovo numero parte con una veste leggermente diversa e inaugura con un esperimento di Citizen Science. Non si tratta di Citizen Science nel vero senso del termine ma di un primo tentativo teso a un approccio collaborativo tra esponenti della comunità scientifica e nuove generazioni. Non ci sono dati raccolti con l’aiuto dei cittadini ma dati prodotti da cittadini che hanno acconsentito a farsi intervistare; in questo caso, due classi campione di ragazzi di seconda media: una a nord e una al centro (manca il dato del sud). Non si tratta di un campione esemplificativo ma è un inizio che mostra altre strade ed altre possibilità d’interazione e di collaborazione ai fini della ricerca.
La Citizen Science prevede il coinvolgimento di cittadini, non necessariamente esperti, nella ricerca scientifica attraverso, ad esempio, la raccolta dati, l’analisi, o anche la formulazione di ipotesi, contribuendo attivamente alla produzione di conoscenza scientifica. La Citizen Science prevede 4 possibili tipologie/livelli di partecipazione (si veda, a tal riguardo il seguente materiale didattico: “La scienza con il cittadino. Come e perché collaborare alla creazione della scienza” di Giannini, Silvia, Stefania Lombardi e Anna Molino: https://hdl.handle.net/20.500.14243/416749):
- Raccolta dei dati – i cittadini raccolgono i dati da inviare al personale di ricerca.
- Intelligenza distribuita – i cittadini sono chiamati a interpretare i dati raccolti.
- Scienza partecipata – i cittadini sono coinvolti nella fase creativa del progetto, fin dalle sue origini.
- Analisi dei dati – i cittadini sono coinvolti nell’analisi dei dati.
Il nostro primo approccio alla Citizen Science non rientra in nessuna delle principali quattro categorie in quanto si tratta di un a sorta di primo tentativo di avvicinamento, molto alla lontana. Per questo, le adesioni sono state minime ma molto sentite e partecipate, anche da parte degli invited paper. I campioni intervistati hanno esposto pensieri liberi sulla biodiversità e/o sulla diversità culturale e/o bioculturale in un caso e, sugli stessi temi, hanno risposto a domande mirate in un altro caso. Da questi campioni, le autrici e gli autori che partecipavano alla call, hanno preso spunto per i loro elaborati.
Alcuni esempi di piattaforme per la Citizen Science sono i seguenti:
- Eu-citizen.science [https://eu-citizen.science/]
- Adventure Scientists [https://www.adventurescientists.org/]
- SciStarter [https://scistarter.org/]
- CSI: Citizen Science Italia [https://www.citizenscience.it/]
Il primo tentativo di Citizen Science “alla lontana” effettuato da questa rivista coinvolge la diversità, la biodiversità in generale e la diversità culturale e/o bioculturale. Gli invited paper si sono principalmente concentrati sul tema della diversità e delle collaborazioni fra diversi anticipando già parte dei temi argomenti del prossimo numero della rivista, favorendo il continuum logico-discorsivo. In questo numero, infatti, sono anche anticipate alcune tematiche che saranno approfondite nel numero successivo, che non può non tenere conto della situazione politica attuale a livello globale. Il presente numero si è fatto un po’ attendere e, si spera, ne sia valsa la pena.
La Direttrice editoriale
Stefania Lombardi
