“Intelligenza umana e intelligenza artificiale. Un’esposizione nella Galleria della Mente” di Piero Formica
di Stefania Lombardi
Recensione: “Intelligenza umana e intelligenza artificiale. Un’esposizione nella Galleria della Mente” di Piero Formica © 2024 by Stefania Lombardi, PhD is licensed under CC BY-SA 4.0

Copertina di copyright editore; qui a solo fine illustrativo (oscurato prezzo)

Copertina di copyright editore; qui a solo fine illustrativo. Foto caricata di proprietà autore (Piero Formica)
Libro prodotto in versione inglese e tradotto in italiano dallo stesso autore
Recensione di Stefania Lombardi, ORCID ID: 0000-0003-3545-1170
e-mail: stefania.lombardi@cnr.it
(http://www.doi.org/10.14672/VDS20243RE10)
Titolo: Intelligenza umana e intelligenza artificiale. Un’esposizione nella Galleria della Mente
Autore: Piero Formica
Formato: 14 x 1.7 x 21.1 cm, p. 217
Editore: Edizioni Pendragon, 2024
L’innovativo e quanto mai attuale ultimo saggio del Prof. Piero Formica si avvale di 2 prefazioni, una postfazione, 35 capitoli e una visione d’insieme come introduzione al libro.
Ogni capitolo ha una sezione di letture consigliate dall’autore.
Il saggio è stato realizzato in inglese e tradotto in italiano dallo stesso autore.
Il confronto con l’esistente
Se provassimo ad addentrarci anche in un solo capitolo, potremmo già trovare tutti i temi cari all’autore nel suo lungo percorso di ricerche; ad esempio, il primo capitolo analizza l’origine e l’evoluzione del concetto di intelligenza artificiale (IA; oppure AI) attraverso la storia. L’autore esplora come l’idea di creare macchine che imitano l’intelligenza umana non sia una novità del XXI secolo, ma abbia radici molto più profonde.
L’idea di creare intelligenza artificiale, infatti, risale ai tempi antichi, con miti e leggende che parlano di automi e macchine intelligenti.
L’autore prosegue con una panoramica degli sviluppi principali nel campo della AI dal Rinascimento fino al XX secolo. Evidenzia come il progresso scientifico e tecnologico abbia gettato le basi per l’AI moderna.
Per queste motivazioni l’autore si ferma anche ad analizzare le prime realizzazioni pratiche dell’AI, come i primi programmi di calcolo e i primi robot, e come questi abbiano segnato l’inizio di un’era in cui le macchine hanno iniziato a dimostrare capacità intelligenti.
Il capitolo conclude con una riflessione su come l’AI sia diventata una disciplina consolidata e in continua espansione. Viene discusso come le tecnologie moderne, come l’apprendimento automatico e le reti neurali, abbiano ulteriormente avanzato il campo dell’AI, rendendo la visione di macchine intelligenti una realtà sempre più tangibile.
In sintesi, il capitolo offre una panoramica storica dell’idea di intelligenza artificiale, mostrando come sia evoluta nel tempo e come le intuizioni e le invenzioni di epoche passate abbiano contribuito allo sviluppo dell’AI moderna.
Ma è a partire dal secondo capitolo che Formica esplora la relazione tra conoscenza e intelligenza, analizzando come questi due concetti si interconnettano e si influenzino reciprocamente.
L’autore, infatti, ci guida man mano, capitolo dopo capitolo in un percorso a 35 tappe verso una maggiore consapevolezza.
Cosa cerca di comunicare l’autore dopo le sue ricerche
Una cosa importante che si arguisce dalla lettura del saggio è che mentre l’intelligenza artificiale tenta di approfondire un pensiero, l’intelligenza umana lo deve allargare o lo deve rendere trans-disciplinare; quindi, lo deve aumentare in modo tale da poter fare interagire i saperi più vari, attingendo ai pensieri più creativi in relazione.
La relazione fa pensare allo sciame delle api.
Uno sciame di idee è come le api che sciamano dall’alveare: noi scemiamo da casa nostra dove siamo rinchiusi e andiamo a dialogare, a conversare con gli altri, ricordando, tuttavia, il valore di ogni conflitto.
Senza conflitto, fra due idee non se ne può generare una terza che potrebbe essere, probabilmente, ben più valida come è avvenuto durante l’Illuminismo.
La conoscenza è un serbatoio dal quale dobbiamo essere capaci di estrarre pensieri per metterli in discussione, senza mai accettarli passivamente.
Abbattere le mura che abbiamo nel nostro cervello è fare innovazione dirompente, inventarsi ciò che non esiste e che migliora il genere umano: ecco la differenza con l’innovazione incrementale che non è in grado di fare tutto questo.
L’uomo si potrà liberare dal lavoro passivo, ripetitivo e standardizzato per potersi finalmente dedicare alle arti e alla creatività ai nuovi pensieri. E questo può accadere se l’intelligenza artificiale diventa qualcosa al servizio dell’umanità: per suscitare l’umana creatività. Oppure possiamo rischiare di divenirne schiavi.
Accettando la visione più ottimistica occorrerà anche ricordarsi di cercare di avere un rapporto intelligente con la natura e con le specie viventi: un esempio che suole fare il Prof. Formica nelle interviste è che un gatto non è meno intelligente di un umano. Si tratta di intelligenze diverse e non confrontabili ma complementari perché tutti dovrebbero cooperare per il bene migliore.
E potremmo farlo a cominciare dal nostro vocabolario, in molti casi da cambiare.
Sono tanti piccoli passi verso una visione più olistica delle cose, che considera l’insieme; c’è una bella differenza rispetto a un modo, ormai consolidato, di procedere che indaga la particolarità fino a un sempre maggiore approfondimento attingendo anche ai “big data”.
In questo senso intelligenza umana e artificiale possono cooperare ed essere complementari, senza gerarchizzare l’una all’altra.
Conclusioni
Dall’origini, alle applicazioni, alla consapevolezza e all’indagine su noi stessi, il nuovo saggio di Formica si presenta come un compendio che abbraccia quella trans-disciplinarità che auspica e ci permette di pensare a presenti e futuri possibili, oltre a possibili applicazioni; ma ci permette di pensare anche ad altri autori attingendo al propriopersonale bagaglio di letture, con cui essere in relazione; ad esempio, a letture su De Crescenzo che, tramite il suo personaggio Bellavista, disse che ci preoccupiamo troppo di allungare le nostre vite quando, invece, dovremmo allargarle (https://www.youtube.com/watch?v=ZJ3DDiPmhps).
Sono presenti alcune video interviste al Prof. Formica qui di seguito:
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