“DISOFIA. Manuale pratico dei possibili del pensiero” di Mario Guarna
di Stefania Lombardi
Recensione: “DISOFIA. Manuale pratico dei possibili del pensiero” di Mario Guarna © 2024 by Stefania Lombardi, PhD is licensed under CC BY-SA 4.0


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Recensione di Stefania Lombardi, ORCID ID: 0000-0003-3545-1170
e-mail: stefania.lombardi@cnr.it
doi: 10.14672/VDS20243RE9
(http://www.doi.org/10.14672/VDS20243RE9)
Titolo: DISOFIA. Manuale pratico dei possibili del pensiero
Autore: Mario Guarna
Formato: 11.9 x 1 x 19 cm, p. 92
Editore: Bonanno, 2024
Questa recensione riprende una delle tre prefazioni presenti nel testo, e, in particolare la prefazione effettuata da chi si è incaricato di questa recensione.
Tramite questo nuovo saggio di Mario Guarna continua il percorso del filosofo verso un pensiero accogliente e non escludente e che abbraccia anche modi di pensare non tipicamente occidentali.
Il confronto con l’esistente
Tale percorso ha posto le sue basi nella favola filosofica “Il rapimento del pensiero” e ora, con questo “manuale” che contiene anche le “carte della pensieralità”, Guarna espone in dettaglio il suo pensiero e il suo percorso avvalendosi anche di massime, antiche e nuove, proprie e altrui, che ben si adattano a questa trattazione che ci regala, da ultimo, anche alcuni brani da “Il vivente”; opera più antica, temporalmente, del nostro filosofo.
Il nostro pensiero occidentale è, da tempo, troppo abituato a pensare e a ragionare per esclusioni, tra vero e falso, tra una cosa da preferire rispetto a un’altra e non siamo avvezzi a un pensiero diverso, a un pensare altrimenti, a un “pensiero del possibile”, per l’appunto.
Siamo in grado di accogliere ogni pensiero senza giudizi e pregiudizi? Siamo in grado di comprendere che non c’è gerarchia? Siamo in grado di comprendere che il contrasto debba coesistere e che non vada privilegiata una visione rispetto a un’altra? Siamo in grado di mediare in questa coesistenza di diversi/opposti?
Se sì, stiamo entrando nel percorso tracciato dal filosofo Mario Guarna.
Il percorso dell’autore
Con questo “manuale” entriamo nel vivo, nella pratica, facciamo esperienza di un percorso comune perché una mano, da sola, non può battere le mani.
Con le “carte della pensieralità”, sperimentiamo questo percorso e vediamo come le varie comunità Cogitans, Metaxy e Metis sono interdipendenti e complementari e che occorre aprirsi a tutte loro e tenerle assieme, pur nelle loro differenze e/o opposizioni.
Nella comunità Cogitans, ci dice Guarna, la situazione viene compresa nel suo significato. Questa comunità fa un buon uso della logica, della deduzione. Sembra l’evolversi del pensiero occidentale.
Nella comunità Metis, continua Guarna, il focus è, invece, sulla previsione di ciò che la situazione potrà diventare e si usano attitudini mentali, che combinano l’intuizione, la sagacia, la previsione, l’elasticità mentale. Ricorda un po’ le intuizioni di un percorso orientale.
Tuttavia, è solo con la comunità Metaxy che abbiamo una mediazione perché essa vaglia la situazione adeguandosi; si colloca, infatti, tra la comunità Cogitans e la Comunità Metis, “sostiene quel framezzo che non si lascia determinare ma lascia fluire i pensieri, distende quell’antagonismo che si instaura fra le due comunità”.
Questo essere “tra” è l’apertura del pensiero che tiene la contraddizione.
La Metaxy è la ricerca dell’equilibrio, è la possibilità di “un pensiero del possibile”.
Conclusione
Abbiamo bisogno dei vari tipi di comunità e di pensiero; come accade con una scatola per gli attrezzi, occorre comprendere quale strumento utilizzare a seconda della situazione che lo richiede.
La mediazione della Metaxy è anche questa comprensione legata alla situazione, una comprensione che non esclude, ma che ha a disposizione quel che sta richiedendo la situazione in quel momento.
Senza la Metaxy, Cogitans e Metis non si incontrerebbero, rischiando di essere due sordi che viaggiano assieme, e, tuttavia, separati.
La Metaxy ci fa comprendere che abbiamo bisogno di logos e mythos al contempo. Entrambe le strade sono strumenti di conoscenza ugualmente validi e non c’è gerarchia tra essi.
Ad esempio, non c’è la gerarchia del logos, come ha fatto per secoli il pensiero occidentale.
La saggezza, infatti, è nel comprendere l’altrui diversità e darle valore, non dis-valore.
Un testo unico nel suo genere, da assaporare, da meditare e da utilizzare come un manuale nel nostro vivere quotidiano per comprendere e per comprenderci attraverso “un pensiero del possibile”.
Un pensiero, un libro possibile e reso possibile, divenendo quella realtà che si realizza tra le infinite possibilità.
