
First online: 30/12/2025
Stefania Lombardi, CNR, ORCID ID: 0000-0003-3545-1170
E-mail: stefania.lombardi@cnr.it
(https://levocidisophia.it/2025/11/04/editoriale-1/)
(https://www.doi.org/10.14672/VDS20256ED15)
Qui il sesto numero della rivista.

Siamo nell’autunno
stanco della guerra
il cielo non vuole più
lividi e morte sulla schiena
non regge i giorni senza pace
i volti sepolti per sempre
la disperazione di popoli senza colpa.
La luna non può sprofondare nel buio
fuggire negli orizzonti infuocati.
C’è bisogno d’un vento di speranza
che tutti tornino ad amare il mondo
come un arcobaleno dopo la pioggia.
“Vento di Speranza” di Michela Zanarella
HO VISTO NUVOLE MUTARE COLORE
MENTRE IL MARE SI AGITAVA.
HO SENTITO IL VENTO
URLARE A UN CUORE SORDO DA TROPPO TEMPO.
HO RESPIRATO IL DOLORE DI FRAGILI E PAVIDI SENTIMENTI.
HO NASCOSTO LACRIME AMARE
TRA LE ANSE DELLA MIA ANIMA.
HO UDITO SILENZI ASSORDANTI
DEVASTARE LE SPONDE
DI UNA FALSA UMANITÀ.
E POI HO SOGNATO …
HO SOGNATO MANI BIANCHE ROSSE GIALLE NERE
SFIORARE E ACCAREZZARE
UNA EFFIMERA SPERANZA.
IO ERO LÌ…IN BILICO
TRA IL SOGNO E LA REALTÀ.
CONFUSA STORDITA ANNIENTATA
DA UN TRAMONTO SMARRITO
MASCHERATO DA UNA MISTICA ALBA.
IO ERO LÌ…
SPICCAVO IL VOLO
COME UN’AQUILA REALE.
SPEZZAVO CATENE DI PREGIUDIZI
ODIO ORGOGLIO POTERE VIOLENZA.
LIBERAVO LA PACE.
LEI FLUTTUAVA
TRA L’AZZURRO DI UN ORIZZONTE
CHE PROFUMAVA DI CASA.
LA RINCORREVO
RIDEVO
CADEVO
MI RIALZAVO
GIOCAVO …
ERO FELICE.
ERO FELICE COME QUEL BAMBINO CHE ABBRACCIA LA SUA MAMMA
NONOSTANTE GLI SPARI E LE BOMBE DI UNA GUERRA PERPETUA.
ADESSO È TRA LE MIE BRACCIA
ACCUCCIATA TRA I PALPITI DEL MIO CUORE.
LA DONERÒ A TUTTO IL MONDO.
AVVICINATI
NON AVERE PAURA
LA PACE … SEI TU!
“La Pace” di Alessandra Di Girolamo
Speravo che fossimo cresciuti tutti
da quei tempi di sentimenti
e reazioni semplici,
di occhio per occhio
e dente per dente,
di dispetti e ripicche,
di minacce, provocazioni
e di vendette.
Invece no.
Solo il corpo si è ingrandito,
poi, raggiunta la vecchiezza,
si è quasi consumato
e tutto senza mai
conoscere la saggezza
e immaginare come potrà finir.
Non sapete quanto mi dispiaccia, per voi e per me, Donald e Vladimir.
“Compagni d’asilo” di Carlo Carlotto
Questo sesto numero vuol iniziare con il racconto di una storia: il racconto narra di una rivista in cui pochi credevano, nata dal nulla, non appartiene a nessun editore commerciale e nemmeno a qualche accademia. Tutto farebbe credere alla solita operazione dilettantistica. Ma non è stato così. Questa rivista è nata sin da subito con una visione chiara e un progetto lungimirante. Non ha il supporto economico di nessuno, è finanziata a spese esclusivamente personali di chi l’ha fondata; non ci sono solo i costi del sito web come in ogni operazione dilettantistica.
Ci sono anche i costi per i doi, perché ogni prodotto della ricerca ne ha uno, e i costi per il software antiplagio a cui sono costantemente sottoposti i prodotti della ricerca perché l’integrità della ricerca è una cosa da prendere seriamente e le politiche sul plagio applicate dalla rivista sono dure. E si aggiunge anche il costo, questa volta una tantum, per l’ISSN della rivista. Si sa bene che tutto questo, sebbene di gran lunga superiore a ogni operazione dilettantistica, non basta a garantire la qualità. E questa rivista ha puntato a un’altissima qualità sin dalla sua nascita.
Pur non appartenendo a un’accademia, il gruppo di volontari che la compone è composto da accademici e da personale di enti di ricerca. Questa peculiarità vale per il solido comitato scientifico internazionale, per il comitato di redazione e anche per il comitato di direzione al cui interno ci sono anche alcuni giornalisti. Inoltre, il processo di peer review (attualmente in double blind; solo nel primo numero era stata data la possibilità di scelta fra la open peer review e la double blind peer review, ma quell’esperimento è stato accantonato; pur credendo fermamente nei vantaggi della open peer review, l’esperienza ha suggerito che i soggetti coinvolti non sono ancora pronti per questa innovazione) è rigoroso e la percentuale di articoli non accettati è piuttosto alta (alcuni articoli sono rifiutati già a livello redazionale, non arrivano nemmeno a essere sottoposti al processo di revisione fra pari) al fine di garantire quella qualità scientifica a cui da subito la rivista ha puntato. Chi collabora con la rivista sa bene che non c’è nulla di male a farsi aiutare dall’intelligenza artificiale, ad esempio nella redazione dei titoli, degli abstract e/o come supporto nella redazione delle recensioni. L’intelligenza artificiale non è un sostituto nella ricerca ma può essere un supporto notevole se saputa utilizzare: anche in questo ci vogliono capacità e vanno riconosciute. L’utilizzo e/o il supporto dell’intelligenza artificiale va, tuttavia, dichiarato. Come rivista, dichiariamo che tra gli autori può esserci ChatGpt (mai sostituto, solo supporto), in particolare nella redazione di alcuni titoli, o di alcuni abstract, o come probabile supporto in alcune recensioni per poter restare nel numero massimo di battute concesse. I nostri ringraziamenti vanno agli autori, ai revisori che hanno selezionato i lavori migliori, alla redazione e ai vari comitati scientifici e direttivi se, con Delibera del Consiglio Direttivo ANVUR n. 199 del 04-09-2025 riguardo l’istanza n. 46581, la rivista ha ottenuto la scientificità in Area 11. Tale risultato sarà noto nelle liste delle riviste ANVUR a partire dal quadrimestre successivo a quello della notifica e, pertanto, dal primo quadrimestre del 2026. Questo editoriale commemora la notifica dell’avvenuta scientificità e ringrazia il lavoro collettivo che ha portato a questo primo risultato non scontato per una rivista unica nel suo genere per varie motivazioni: per nascita e per composizione dei volontari che la animano e perché crede fermamente nella scienza aperta e nei diritti degli autori. I diritti, infatti, restano in capo agli autori, nessun contratto di cessione dei diritti è fatto firmare e la licenza d’uso utilizzata è la CC BY-SA. Non è cosa facile da spiegare a chi è abituato a cedere i propri diritti. Da questo numero stiamo inaugurando anche i disegni d’autore (con doi) secondo la filosofia che ci ha sempre contraddistinto di unione di Mythos e Logos come due vie parallele per giungere alla conoscenza; i disegni sono degli autori, non della rivista. La rivista li ha in prestito con licenza d’uso CC BY-SA, come per tutti i contributi scientifici. La rivista deve, tuttavia, migliorare la comunicazione perché non riesce a entrare in DOAJ perché durante i vari controlli effettuati dal team DOAJ non vengono compresi alcune dichiarazioni e alcune percentuali di utilizzo (che, in realtà, sono tutte rispettate ai fini di DOAJ, semplicemente non vengono comprese). La rivista è in filosofia e scienze umane e si apre alla transdisciplinarità. Le materie umanistiche non sono tenute a essere sottoposte ai parametri valutativi bibliometrici, perché son valutate con parametri non bibliometrici, e non devono, pertanto, sottostare alle politiche citazionali. Pertanto, è stato un errore della nostra rivista chiedere di poter entrare nei database citazionali di Scopus, noto database commerciale (e lontano, pertanto, dalla politica e dalla mission/filosofia della rivista) che non premia l’apertura verso altri campi e si concentra su un unico campo di ricerca; ma è servito a comprendere che, anche in questo caso, a livello comunicativo c’è ancora tanto da migliorare. Dispiace, infatti, per queste motivazioni, non essere accolti in DOAJ, nonostante l’integrità e l’eticità della rivista, dato che ne sono i valori fondanti. Migliorare la comunicazione è, quindi, il proposito principale per il 2026. Ci saranno altre novità: inaugureremo dei numeri monografici su invito e che sono extra le regolari pubblicazioni della rivista (che esce periodicamente 2 volte l’anno) con call dedicate ed, essenzialmente, in double blind peer review. La call proposta per questo numero che state sfogliando è la seguente: “TEMA GENERALE: Ordine e armonia tra riflessione morale e implicazione politica
SOTTOTEMI:
| Le forme del bello nella letteratura e nella filosofia Le forme del bello nella filosofia e nella prassi quotidiana Le forme del bello nella filosofia e nell’arte L’armonia e il suo opposto Il bello e il suo opposto La pace come ordine e armonia: considerazioni filosofiche attuali La riflessione e l’azione politica volta alla bellezza La riflessione e l’azione politica volta al perseguimento della pace Il linguaggio della pace | Riflessioni sulla bellezza della nonviolenza nel mondo attuale Riflessioni sui compiti della ricerca volti all’armonia e alla collaborazione La bellezza del sacro e l’attenzione sui simulacri L’ordine, Kant e il concetto di pace perpetua Cosmopolitismo e Stati: tra armonia, protezione e diversità Apolidia, limiti, confini, ordine morale Prospettive sulla guerra e sulla pace, tra generazione e distruzione La gestione dei conflitti e l’armonia interiore Riflessioni su cittadinanza e diritti |
Abbiamo chiesto agli artisti di concentrarsi sul sotto-tema della pace dato il periodo storico particolarmente complesso. Come possiamo notare, questo numero si avvale di ben 9 editoriali distinti, 2 dei quali provengono dal mondo della ricerca nel campo della fisica. Ai fisici abbiamo chiesto editoriali che, invece, si concentrassero sull’armonia. Ci sono anche editoriali, sempre a tema pace e/o lotta contro criminalità e ingiustizie, che parlano di libri e/o di graphic novel pubblicati o ancora in corso di pubblicazione, alcuni legati a una recensione (come è il caso dell’editoriale di Emiliano Pagani, collegato alla recensione numero 2), altri che esplorano il mondo della musica (come è il caso dell’editoriale di Marco Masoni). Ci sono editoriali sui ranking riguardo la parola “pace” ed editoriali di giornalisti politicamente impegnati.
Si ricorda che sono stati assegnati i Premi Nobel 2025 e che l’Accademia Svedese ha assegnato il Premio Nobel per la letteratura allo scrittore ungherese László Krasznahorkai “per la sua opera avvincente e visionaria che, in mezzo al terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte”; se qualcuno volesse approfondire le ricerche su questo autore, può leggere una sempre attuale pubblicazione di Károlyi Csaba a questo link: https://hlo.hu/review/tragicomedy.html (2024).
In questo numero non è mancato proprio nulla perché è il numero speciale dell’avvenuta scientificità, si concentra su un tema pressante e di estrema attualità, si apre maggiormente agli altri campi di ricerca pur conservando la sua forte identità in filosofia e scienze umane, si augura dei propositi di miglioramento nella comunicazione, e augura a tutte/i un 2026 nettamente migliore rispetto agli anni precedenti perché ne abbiamo davvero bisogno.
La Direttrice editoriale Stefania Lombardi
