Recensione di Stefania Lombardi a “Il privilegio della follia. Hegel tra diritto, morale e antropologia”

First online: 29/12/2025

Qui il sesto numero della rivista.

L’immagine, di proprietà dell’editore, è qui utilizzata solo ai fini previsti di trattazione del testo e d’incentivare la conoscenza e la diffusione dell’opera.

Recensione di Stefania Lombardi, Università europea di Roma, ORCID ID: 0000-0003-3545-1170

E-Mail: stefania.lombardi@cnr.it

Doi: 10.14672/VDS20256RE22

(https://levocidisophia.it/2025/12/10/recensione-6/)

(https://www.doi.org/10.14672/VDS20256RE22)

Titolo: Il privilegio della follia. Hegel tra diritto, morale e antropologia

Autrice: Giulia Battisoni

Formato: 13.5 x 1.5 x 21.3 cm, 280 p.

Editore: il Mulino, Bologna, 2025

La struttura della ricerca accademica che parte da un confronto con la letteratura esistente, dichiara i passaggi e la metodologia introducendo anche il proprio contributo originale è ampiamente rispettata in questo saggio solido, frutto di un lungo lavoro intenso e appassionato.

La prefazione di Francesca Iannelli restituisce il riconoscimento alla ricerca metodologica e accurata dell’autrice Giulia Battistoni.

Un lavoro del genere mancava nel panorama accademico e può costituire un valido riferimento non solo per le discipline filosofiche ma anche per le discipline giuridiche.

L’autrice dichiara già nella premessa che, nonostante l’osservazione di Fabrizio Desideri che riconosce nel paragrafo 408 della Enciclopedia delle scienze filosofiche di Hegel la novità filosofica più significativa in tema di patologia, questi studi sono stati a lungo trascurati.

Pochi approcci allo studio erano stati condotti da Gerhard Gamm e da Daniel Berthold-Bond ma solo di recente gli studi diretti all’antropologia hegeliana hanno preso piede. Il saggio di Battistoni va decisamente oltre perché abbraccia, finalmente, l’ampio panorama della trattazione hegeliana della follia, ampliando, quindi, gli studi precedenti che restavano, comunque, circoscritti.

La novità del saggio di Battistoni è nel considerare tale panorama non solo confinata al mero piano antropologico-psicologico ma anche con fondamentali implicazioni in ambito morale e giuridico, se si considerano le capacità d’intendere e di volere dell’essere umano.

Le ricerche effettuate da Battistoni non possono non partire da un dato periodo storico: quello in cui si stava formando la scienza psichiatrica!

Come dimostra Battistoni, fu Kant a rendersi per primo conto che né la scienza medica e nemmeno quella giuridica dell’epoca potevano stabilire, in un tribunale, la capacità di intendere e di volere effettiva del soggetto agente; per queste motivazioni, erano i filosofi a doversi occupare di tali valutazioni, in quanto gli unici in grado di poter cogliere la natura umana assieme alle facoltà coinvolte nell’umano libero agire.

Le pagine frutto della ricerca di Battistoni restituiscono, pertanto, alla filosofia il suo ruolo imprescindibile, fondante e fondamentale nel delineare la costituzione della nascente scienza psichiatrica.

Basterebbe solo questo a farne un’opera rivoluzionaria e innovativa; Battistoni va, comunque, oltre perché, se un tempo, le conseguenze/punizioni per un reato colposo e doloso erano praticamente le stesse, è solo con le riflessioni di Hegel lettore di Pinel (e non solo) e all’incipit inaugurato da Kant, che possiamo, oggi, contare sui vai distinguo necessari, anche in considerazione di quella componente essenziale della condizione umana stessa, la follia appunto, nella concezione hegeliana.

La follia, grazie maggiormente al contributo hegeliano, non è più vista come estranea alla “normalità” ma come un fenomeno intrinsecamente legato alla vita, come fenomeno in continuità con la ragione e non in mero contrasto: da un lato come contraddizione interna alla ragione e dall’altro come residuo di ragione nella follia.

Per dirla con Battistoni:

La follia, dunque, è concepita come il privilegio dell’essere umano in quanto essere razionale, così come il dolore è il privilegio dell’essere vivente: essa è compagna di viaggio della ragione, allo stesso modo in cui la malattia e la morte accompagnano inevitabilmente la vita.

Battistoni ci restituisce un Hegel sensibile alle concrete problematiche del suo periodo storico, e, nel farlo, non solo ha integrato le esigenze giuridiche nel suo sistema filosofico, ma ha permesso un avanzamento non scontato sul tema dei diritti.